Reading saved me



Leggere è uno scoglio a cui aggrapparsi quando la vita è in tempesta, è un antidoto, un elisir per testa e cuore.

Ho circondato di libri le mie figlie, con uno spirito simile a quello che mi spinge a dire una preghiera di gratitudine la sera prima di dormire. È lo stesso istinto che mi guida a incoraggiare la costruzione di amicizie da parte loro.

Leggere, così come pregare e avere amici veri, mi ha salvata da molte cose, vorrei che anche loro avessero, nel vivere, questo scoglio a cui aggrapparsi.

Leggere m’ha salvata dalla noia molesta, tramutandola in creativa.
Leggere m’ha salvata dall’ignoranza, non tanto regalandomi nozioni, ma svelandomi esistenze e pensieri che mai avrei potuto accostare, altrimenti.
Leggere m’ha salvata dalla solitudine, regalandomi incredibili compagni di viaggio.
Leggere m’ha salvata dai miei stessi pensieri, procurandomi svago e risposte.
Leggere m’ha salvata dalla realtà quando non ero in grado di sostenerla, tuffandomi in mondi alternativi.
Leggere m’ha salvata un tempo dalla televisione, oggi dai social.
Leggere m’ha salvata dalla pigrizia di certi giorni: ogni ora vissuta leggendo è preziosa.
Leggere m’ha salvata dalla lontananza: ogni posto al mondo dentro a un libro è casa.
Leggere m’ha salvata dai pregiudizi, dandomi la possibilità di vivere con intere cabine armadio di abiti d’altri.

Leggere m’ha salvata dalla supponenza, perché più impari più capisci di non sapere niente.

Un libro è un’ancora, un antidoto a molti mali, un elisir per testa e cuore. Ecco perché circondo le mie bambine di questa meraviglia, sperando che possano riempirsene le tasche per il loro lungo viaggio.
 
(puoi leggere Chiara anche sul suo blog erodaria.blog)