Vacanze finite? Iniziano le VAC-ANSIE!



Al rientro dalle vacanze vi ha assaliti un'ansia incontrollata? Il bisogno compulsivo di fare buoni propositi? Forse avete bisogno di vac-Ansie!

Si avvicina il lunedì dell’anno, l’inizio delle attività dopo le attese, meritate, godute vacanze. Settembre è già qui e si intravedono all’orizzonte due sagome a braccetto: il Signor BiPì (alias il Signor Buoni Propositi) e Madamin AnPlus (ovvero Madamin Ansia Plurima).


Li vediamo avvicinarci, già siamo in grado di metterli a fuoco. Entrambi trascinano un bagaglio pesante.

Nel trolley del Signor BiPì ci potete trovare: l’hydro-bike, una dieta dimagrante, i classici russi, dei menù settimanali già programmati, un corso di cucito e uno di cucina, il riordino della cantina, il decluttering della scarpiera, il rassodamento degli adduttori, l’abbandono di un vizio e un paio di detartrasi.
Se frugate bene, scoprirete anche uno scomparto un po’ nascosto, dove giacciono le briciole dei propositi passati, grigi e sgualciti.

Nel valigione di Madamin AnPlus stanno stipati senza possibilità di alcun ordine: l’ansia di accompagnare i figli puntuali a scuola, l’ansia di non dimenticarli all’uscita, l’ansia di centrare quell’obiettivo lavorativo, l’ansia di trovare un lavoro o di non perderlo o di averne abbastanza per campare, l’ansia di trovare rughe nuove accanto alla bocca, l’ansia dell’esito di un esame importante, l’ansia di tenere in ordine una casa o una testa, l’ansia di trovare un amore, un bambino, un dolore, l’ansia di tener fede ai propositi che stanno nel trolley del Signor BiPì.

Quest’anno avrei deciso di eliminare dal mio campo visivo in un colpo solo sia il Signor BiPì sia Madamin AnPlus.


Finite le vacanze, avrei pattuito con me stessa di regalarmi un periodo di vac-Ansie, cioè di mancanza di inutili preoccupazioni.

Ho pensato anche a una specie di ricetta, per la verità, e la scrivo qui, per chi la vorrà.

Un solo proposito è concesso: per esempio, per il 2016 mi ero ripromessa che avrei lavato l’auto. Avendola poi in effetti lavata il 7 gennaio, tutto il resto è stato in discesa. L’unico che faccio ora è il seguente: farò più telefonate per sincerarmi a viva voce di come stanno le persone. Punto. Per il resto, conviene darsi delle grandi pacche sulle spalle, confermando quel che abbiamo fatto finora:
“Sono stat* brav* a fare un po’ di sport quest’anno: da settembre farò esattamente come ho fatto l’anno scorso”;

“Sono stat* brav* a organizzare le bambine al mattino: da settembre farò esattamente come ho fatto l’anno scorso”;

“Sono stat* brav* a trovare un po’ di tempo da dedicare alla lettura di qualche buon libro: da settembre farò esattamente come ho fatto l’anno scorso”;

“Sono stat* brav* a provare a parlare un po’ meno a vanvera: da settembre farò esattamente come ho fatto l’anno scorso”.


Figurarsi che ci si sente già meglio solo per averci pensato.

Vi propongo di fare vostra una vecchia frase con cui mia nonna, malata di colesterolo alto, rispondeva a chi le offriva cibo: “poco, ma che quel poco sia tanto e buono”.

E per quei momenti in cui inevitabilmente vi capiterà ancora sott’occhio la sagoma di Madamin AnPlus, ho un trucco infallibile: cercatevi un parco giochi semideserto, aspettate quieti il vostro turno, e poi fatevi un lunghissimo giro in altalena.
Scoprirete che rimane un'attività inebriante, liberatoria, che scaccia i pensieri, svuota la pancia e avvicina al cielo, proprio come quando eravate bambini.


Insomma, l’avrete capito, il segreto è cercare di assomigliare il più possibile alla versione di voi stessi che siete appena stati, mentre vi godevate le vostre meritate vacanze.


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